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Posted by mubaq on mag 21, 2012 in Progetti speciali

Liquid memories è il titolo che Arianna Di Genova ha indicato per la personale di Lea Contestabile presso la Gallery of Dogus University di Istanbul.

L’artista aquilana da diversi anni intrattiene rapporti di amicizia e di collaborazione professionale con la città turca attraverso esposizioni, workshop, simposi, conferenze. La mostra che si inaugura il 3 aprile presenta alcune delle istallazioni realizzate in questi ultimi anni. Insieme ai lavori successivi al 6 aprile 2009 carichi di dolore misto alla speranza di una rinascita non solo personale( si vedano le opere presentate alla recente Biennale di Venezia e alla Galleria Anna D’Ascanio a Roma) Lea Contestabile presenta opere che raccontano il suo mondo poetico che da tempo abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare.

Scrive Arianna Di Genova in catalogo: il suo è un puzzle che cuce e scuce,come una tessitrice che si ribella a un arazzo troppo formale e predilige il caos per ri-narrare leggende, emozioni, frammenti di Storia collettiva e brani di quella privata.

La sua arte è rimasta sempre potentemente legata a un concetto di prodigio, alla gioia  del “fare”, del mettere insieme, del manipolare materiali diversi ma tutti con uguale dignità, dallo scampolo di stoffa avanzato al pezzetto di ceramica da rendere lucida come fosse una porcellana preziosa… Lea “tesse”, intreccia una texture, una scrittura, una trama composta di segni e immagini, escogitando un alfabeto simbolico per interpreti raffinati. Non a chiunque è accessibile il suo aereo teatro della memoria. La sua impalcatura può cadere con un soffio e bisogna che chi sbirci al suo interno abbia un comportamento cavalleresco e gentile…

Le sue figurine ritagliate nella carta (e a volte nella ceramica) si ricollegano, in via ideale, a quelle dell’afroamericana Kara Walker. Ma lì, scorre il dramma di una cronaca aspra, come quella che ricorda i fatti cruenti dello schiavismo e dell’Apartheid; qui invece,l’acqua dei ruscelli e le altalene che toccano il cielo azzurro riportano verso casa, ritrovano strade che conducono alla civiltà contadina, a quella delle leggende sussurrate intorno al focolare nei lunghi pomeriggi bui dell’inverno, all’oralità affettiva dei nonni, patrimonio perduto di un’intera comunità.

Le sue installazioni sono interattive, inviti a profanare “set” segreti per soli iniziati. I giardini delle delizie che spesso incontriamo nelle sue opere sono strettamente connessi con l’idea di “casa”. Insieme, parchi catartici e interni famigliari, chiuso e aperto, maschile e femminile, formano un cerchio perfetto che ricalca il ciclo della vita.

La sintesi è l’armonia…

Si va a caccia di emozioni, ci si riconnette con parti di sé dimenticate, anche semplicemente guardando la nuova centralità delle scarpette di Cenerentola, fiammanti e verniciate d’oro, mentre prima erano soltanto delle pantofole sdrucite scordate in un angolo. L’incanto non ha mai fine. …Tutto muta, basta proseguire, cogliendo le risonanze sepolte dall’oblio e con la necessità di un ascolto interiore. L’arte ha una sua dimensione etica che collega gli esseri umani uno all’altro, attraverso la magia del ricordo e la consapevolezza del “fare Storia”.   

invito

 
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Posted by mubaq on mag 20, 2012 in Progetti speciali
mostra di Sehnaz Wells a cura di Lea Contestabile

mostra di Sehnaz Wells a cura di Lea Contestabile

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